L’anoressia nervosa e la bulimia nervosa sembrano essere i disturbi della nostra epoca; i mezzi di comunicazione bombardano il pubblico con immagini di donne snelle che, neppure troppo indirettamente, ci raccontano in modo convincente di come l’aspetto esteriore sia assai più importante dell’identità interna, oltre che suggerirci un’equazione non solo sbagliata ma, purtroppo, molto pericolosa: la bellezza, l’efficacia, l’eleganza passano attraverso un corpo magrissimo, al limite dell’emaciato. Di contro, l’alterata percezione della propria fisicità induce a sentirsi “escluse” dalla cerchia delle ragazze vincenti, desiderabili e perfette.

Nel caso dell’anoressia nervosa, si assiste ad una ricerca spasmodica della magrezza, associata al timore costante di ingrassare, che induce ad una riduzione preoccupante del peso corporeo.

Rispetto all’anoressia, le condotte bulimiche si caratterizzano per la presenza di ricorrenti episodi di abbuffate spesso seguiti da comportamenti di compensazione quali ad esempio vomito auto indotto, uso di lassativi, diuretici, digiuno o attività fisica praticata in maniera eccessiva. Da tempo si parla anche di binge eating, ovvero le abbuffate compulsive, in cui si assiste ad una totale perdita di controllo che induce ad ingerire notevoli quantità di cibi ipercalorici, salvo poi provare sentimenti di colpa, depressione e disgusto verso di sé.

Ciò che accomuna i due disturbi è un’alterata percezione del peso e della propria immagine corporea, che a livello più profondo corrisponde ad una sofferenza emotiva e psicologica notevole: i disturbi alimentari sembrano anzi aver ormai assunto il ruolo di “soluzione” ad una varietà di fattori stressanti psicologici, familiari o ambientali, che evidentemente non riescono ad essere affrontati diversamente.

Nella maggior parte dei casi, chi soffre di un disturbo alimentare ha la ferma convinzione di essere inadeguato e incompetente, arrivando a ricercare, attraverso l’estenuante disciplina del corpo, una propria individualità che possa restituire un senso di maggiore efficienza.

Ciò che rende maggiormente preoccupante tali patologie è la tendenza a sottovalutare le pericolose ricadute sul piano psicologico e fisico: lo svilimento del proprio corpo induce da un lato ad una perdita di amore e rispetto verso di sé, dall’altro a compromissioni talvolta irreversibili dello stato di salute.

Proprio perché il sintomo alimentare cela dietro di sé un disagio più profondo, è molto importante per chi soffre di questa patologia riuscire ad esprimere il proprio malessere di cui, si sottolinea ancora, la conflittualità con l’immagine corporea rappresenta solo una parte. Si possono così sperimentare strategie e strumenti di cura della sofferenza in cui la distruttività del disturbo alimentare lascia spazio alla parola e al confronto.

A proposito dell'autore

Ragazza Moderna, per essere sempre più vicina a voi e al vostro mondo, ha deciso di aprire un canale di supporto alle problematiche giovanili. Un progetto che nasce in collaborazione con la Onlus "Fermata d'Autobus". Costituita a Torino nel 1998, questa associazione va incontro alle esigenze di sostegno in ambito sociale e psicologico, proponendo interventi e percorsi di ascolto e cura delle persone. Da alcuni anni l'attenzione di "Fermata d'Autobus" è rivolta anche alla sfera adolescenziale e ai problemi ad essa connessi, con una cura particolare alla prevenzione del disagio giovanile. Quindi, il primo passo di questa collaborazione è stato creare una casella di posta elettronica psybug.rm@gmail.com attiva dal 1° aprile 2013, alla quale potete scrivere in maniera del tutto anonima e riservata in merito ai temi e ai dubbi più diversi: dai problemi affettivi e relazionali in famiglia, nel gruppo di amici, nel contesto scolastico, ai problemi di dipendenza (sostanze, internet, cibo...) o di abuso. Ad ascoltarvi e aiutarvi abbiamo messo in campo un team di psicologhe tutte al femminile che in tempi brevi daranno risposta alle vostre domande. Una sorta di "sportello amico", insomma. Inoltre, grazie all'esperienza e alla capillarità dell'associazione "Fermata d'Autobus" nei casi di maggior disagio o di necessità di sostegno, le psicologhe segnaleranno il centro di ascolto più vicino al quale rivolgersi.

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