Far scoprire – o riscoprire – ai Millenials la magia della musica classica. È la missione della 27enne direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. Un vulcano di energia dall’accento toscano e la personalità esplosiva, che ci ha concesso un’intervista esclusiva in occasione della prossima partecipazione al Festival Puccini di Torre del Lago durante il quale dirigerà “La Rondine”.

Ecco cosa ci ha raccontato. Ma prima, un video saluto a tutte le Ragazzemoderne!

 

 

Una vita con la bacchetta in mano

La direttrice d'orchestra, pianista e compositrice Beatrice Venezi. photocredit Marco Mazzari

La direttrice d’orchestra, pianista e compositrice Beatrice Venezi. photocredit Marco Mazzari

Beatrice, come ti avvicini alla musica classica e quando scoppia l’amore per la direzione d’orchestra?

Non vengo da una famiglia di musicisti. Alle elementari, però, un mio compagno di classe prendeva lezioni di pianoforte, e ho voluto provare. Quindi ho fatto l’esame di ammissione al conservatorio di Lucca, la mia città. Dopo dieci ho preso il diploma, e accettato una nuova sfida: studiare composizione. Quindi, è arrivata la direzione d’orchestra. L’interesse, infatti, c’era fin dai primi anni in cui studiavo pianoforte, ma ho avuto l’occasione di mettermi alla prova solo molti anni dopo, in Germania. Era l’anno della maturità e il direttore con il quale lavoravo come pianista accompagnatore mi ha lasciato il suo posto durante una prova. Ero terrorizzata: non avevo mai preso una lezione e mi sono trovata lì davanti a un’intera che sta con una fiaschetta prestata. Alla fine, però, mi ha detto: “Ok, you can do it!” e l’orchestra mi ha regalato la mia prima bacchetta, che conservo ancora oggi.

Che doti deve avere un direttore d’orchestra?

Al di là della preparazione di base, compresa la conoscenza degli strumenti e delle loro peculiarità, un buon direttore deve avere un’ottima capacità di ascolto. E poi c’è l’attitudine all’essere un leader. Infine, taaaaanta pazienza! Tra l’altro, non bisogna dimenticare che, quando sali sul palco, hai sulle spalle la responsabilità non solo dei musicisti ma, se si tratta di un’opera lirica, anche dei cantanti, degli attori e di tutto lo staff dietro le quinte. Oltre duecento persone contano su di te perché il loro lavoro vengaaaa apprezzato al meglio.

A cosa pensi quando si sta per aprire il sipario?

Non ho un mantra o una formula che mi accompagna e mi dà la carica prima delle esibizioni. In verità amo condividere quei momenti insieme al resto dello staff che, magari, fino a un secondo prima di entrare in scena parla di cosa ha fatto il giorno prima. Vivo il podio e le esibizioni in maniera molto serena e rilassata.

L’amore per Puccini e le sue eroine

La direttrice d'orchestra, pianista e compositrice Beatrice Venezi. photocredit Marco Mazzari

La direttrice d’orchestra, pianista e compositrice Beatrice Venezi. photocredit Marco Mazzari

Perché dopo la formazione in conservatorio non ti sei mai allontanata dalla musica “tradizionale”? Quali emozioni ti regala?

La classica è per me il massimo dal punto di vista artistico per complessità e profondità di pensiero. È l’espressione più alta della musica. Anche se ascolto ogni tipo di musica, soprattutto quando viaggio, occasione ideale per sentire la radio e le hit del momento. In effetti penso che la musica classica venga spesso bollata come “antiquata” semplicemente perché non la si conosce. Se si fosse più curiosi verso questo genere musicale, si scoprirebbe presto come le opere liriche abbiano una trama simile alle telenovela o ai testi di canzoni rap.

Consiglia alle Ragazzemoderne un brano per avvicinarsi alla musica classica.

Invito tutte ad ascoltare, ma anche a leggere il libretto, delle opere di Puccini, un maestro nel tratteggiare i personaggi femminili. Tant’è che si parla di “eroine pucciniane”, donne forti, talvolta controverse, dalle quali tutte noi possiamo imparare.

Per esempio?

Di Minnie, la protagonista de “La fanciulla del West”, ammiro la forza e la lealtà. Da Magda de “La Rondine” vorrei invece imparare maggiore fermezza. Si tratta di una donna decisamente volitiva, intraprendente e moderna, contando che il suo personaggio è stato inventato esattamente cent’anni fa. Da Tosca, dell’omonima opera, senza dubbio l’abnegazione nei confronti del proprio uomo.

Dal palco alla vita di tutti i giorni

La direttrice d'orchestra, pianista e compositrice Beatrice Venezi. photocredit Marco Mazzari

La direttrice d’orchestra, pianista e compositrice Beatrice Venezi. photocredit Marco Mazzari

L’opera, oltre a raccontare storie epiche, è anche vero e proprio spettacolo. Di qui i bellissimi abiti che indossi quando vai in scena. 

Sì, mi diverto molto! Soprattutto perché pian piano sto cercando di rivoluzionare la classica immagine del direttore d’orchestra (uomo) in frac. Le donne, finora, hanno cercato di replicare quel modello, ma io penso sia necessaria un’evoluzione. Anche gli abiti fanno parte dello spettacolo, ed è per questo che li scelgo diversi, nuovi e stimolanti. In questo periodo sto collaborando con Antonio Marras, un creativo dalla fantasia e il gusto senza pari, che mi ha letteralmente conquistata. E poi è uno stilista italiano che lavora in Italia: un aspetto che tengo molto in considerazione.

Invece, come preferisci vestirti nella vita di tutti i giorni?

Sono molto sportiva. In prova metto jeans e sneakers. Anche perché stare in teatro è un lavoro molto pratico. Per quanto riguarda trucco e acconciatura, poi, anche quando salgo sul podio preferisco un make-up molto naturale e la coda di cavallo, così i capelli non mi vanno davanti agli occhi.

A breve, però, vestirai nuovamente un abito di Marras. E sarà in occasione del 63° Festival Puccini di Torre del Lago durante il quale dirigerai proprio “La Rondine” di Puccini. Perché le Ragazzemoderne dovrebbero assolutamente assistere all’opera? 

Per tre ragioni. Si tratta di un’opera con una protagonista nella quale ogni ragazza può facilmente rispecchiarsi, perché il vestito di Marras che indosserò sarà assolutamente fantastico e perché il cast è in generale molto giovane. Sono tutti Millenials, a ulteriore riprova che la classica non è solo musica per vecchi!

Per tutte le informazioni visitate il sito Puccinifestival

A proposito dell'autore

L'uomo può indossare ciò che vuole. Resterà sempre l'accessorio di una donna. Coco Chanel

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