Ci sono giorni in cui sfilarsi tuta e maglione è una tragedia. Specie se siamo di quelle che prima di uscire da casa si addobbano come un tacchino sul banchetto di nozze.

Per fortuna, hanno inventato il Comfy-chic.

Si chiama Comfy chic. Si traduce con stile comodo. Esalta le caratteristiche dell’abbigliamento di tutti i giorni, pratico ed essenziale che, con poche, sagge mosse, si trasforma in super glamorous. Bastano pochi particolari, come un paio di tacchi alti, una borsa elegante, una collana o ancora una sciarpa in tulle, un tessuto prezioso ed ecco svelato il segreto. A ciò si deve aggiungere anche un pizzico di stile personale: quello che ogni ragazza dovrebbe curare attentamente.

Gigi Hadid e Jessica Alba sono le icone del Comfy chic. Sempre comodamente vestite, e con gusto. Le patite del bon ton se ne faranno una ragione: dovranno sdoganare l’abbigliamento street style anche per quegli appuntamenti che richiedono di essere “ben vestite”. D’altronde, bisognerebbe capire anche che cosa vuol dire essere “ben vestite”.

Jessica e Gigi sono in buona compagnia. Victoria Beckham, icona dell’eleganza a qualunque costo, frequenta spesso il Comfy chic. Gwen Stefani è stata fotografata in aeroporto con comodissime Adidas Superstars Black and White. Rihanna, poi, insegna a tutte: ha sdoganato il sandalo con le calze e anche la tutona e maglione plissettati per la sera, ma con tacco 12 e borsetta Luis Vuitton. Certo, sono scelte che non a tutte piacciono. Meglio, perciò, seguire i consigli di importanti marchi della moda, per non sbagliare.

Per questo, saremo sempre grate alle sobrie creazioni di Brunello Cucinelli  con i suoi pantaloni-tuta in cachemire e seta (tutto fuorché sciatti), e a Balenciaga  e Stella McCartney, che hanno dato speranza a tutte le ragazze che vogliono essere eleganti in poche mosse.

Prima ci sono stati i leggins che hanno rivoluzionato per sempre l’outfit femminile (nonne e nipoti unite in nome del comfort). Ora tocca ai pantaloni della tuta, finalmente degni dell’appuntamento preserale, alle magliette in morbido filato (semplici e senza troppi laccetti, borchie, inserti) che si adagiano sul corpo senza strizzarlo, alle sneaker, che da qualche stagione si sono trasformate persino in scarpe da sera. All’orizzonte c’è il pigiama: avrà lo stesso successo?