Ci sono lettere d’amore scritte da persone famose in varie epoche. Tutte hanno gli stessi batticuori, le stesse incertezze, esaltazioni e patimenti, allora come oggi.

Quello che cerchiamo nelle lettere d’amore è un riflesso dei nostri bisogni e delle nostre passioni, leggiamo le parole di altri come fossero le nostre.

Ecco, allora, che vi proponiamo alcuni scritti celebri. Non vi sembrano attuali?

Yoko Ono a John Lennon
Mi manchi John. Sono trascorsi 27 anni e ancora vorrei poter tornare indietro nel tempo a quell’estate del 1980. Ricordo tutto: il nostro caffè la mattina, la passeggiata insieme nel parco in una bella giornata e la tua mano sulla mia che mi rassicurava di non dovermi preoccuparmi di nulla perché la nostra vita era buona. Non avevo idea che la vita stava per insegnarmi la più dura lezione. Ho imparato l’intenso dolore di perdere la persona amata all’improvviso, senza preavviso e senza avere il tempo per un abbraccio finale e la possibilità di dire “Ti amo” per l’ultima volta. Il dolore e lo shock di averti perduto così all’improvviso sta con me ogni momento di ogni giorno. Quando toccai il lato del nostro letto in cui dormivi tu la notte del 8 dicembre 1980, lo sento ancora caldo. Quel momento è stato con me nel corso degli ultimi 27 anni e rimarrà con me per sempre.

Napoleone a Giuseppina – 29 dicembre 1795
Mi risveglio pieno di Voi. La Vostra immagine e il piacere inebriante della notte scorsa, non danno pace ai miei sensi. Dolce e incomparabile Giuseppina, come misteriosamente Voi fate presa sul mio cuore. Siete arrabbiata con me? Infelice? Forse delusa? La mia anima è distrutta dal dolore e il mio amore per Voi non consente riposo. Ma come posso d’altronde riposare, quando cedo ai sentimenti che dominano le mie viscere, e bevo d’un fiato la fiamma bruciante proveniente dalle Vostre labbra e dal Vostro cuore?
Sì! Una sola unica notte ha potuto insegnarmi quanto il Vostro ritratto non Vi rendesse giustizia! Inizierete a mezzogiorno: tra tre ore Vi rivedrò di nuovo. Fino ad allora, Vi mando mille baci, “mio dolce amor!” ma non me ne mandate indietro nessuno perché infiammerebbero il mio sangue.

Frida Kahlo (pittrice messicana) a Diego Rivera anni Quaranta
Una certa lettera, vista per caso, in una certa giacca, di un certo signore, scritta da una certa signorina che viene dalla lontana e maledetta Germania, e che immagino dev’essere colei che Willi Valentiner ha mandato qui a spassarsela con scopi «scientifici», «artistici» e «archeologici»… mi ha causato molta rabbia e, a dir la verità, gelosia…
Perché dovrei essere così sciocca e permalosa da non capire che le lettere, le tresche, e insegnanti di… inglese, le modelle gitane, le assistenti di «buona volontà», le allieve interessate all’«arte della pittura» e le inviate plenipotenziarie da luoghi lontani sono solo avventure, e che in fondo io e te ci amiamo moltissimo, e anche se passiamo attraverso innumerevoli avventure, porte sbattute, insulti e lamenti a livello internazionale, continuiamo ad amarci? Credo che dipenda dal fatto che sono un tantino stupida perché tutte queste cose sono successe e si sono ripetute durante i sette anni vissuti insieme; e tutta la rabbia che ho ingoiato mi ha semplicemente fatto capir meglio che ti amo più della mia stessa vita, e che anche se tu non mi ami allo stesso modo, comunque un po’ mi ami – non è così? E pur se ne dubito, mi rimarrà sempre la speranza che sia così, e di questo mi accontento…Amami un poco io ti adoro.
La tua ragazza, Frida

Gioacchino Rossini a Isabella Colbran (soprano) prima metà Ottocento
Volete la mia opinione sull’amore?
L’amore soddisfatto è un piacevole passatempo; l’amore infelice è un dente guasto del cuore. Grazie al cielo, noi abbiamo avuto ambedue la fortuna di non conoscere che il nome di un tal malanno. Il mio amore per voi è una sinfonia in sol maggiore dedicata alla più bella di tutte le donne dal suo fedele adoratore.

A proposito dell'autore

Una buona regola di vita è avere sempre il cuore più tenero della testa

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