Segni particolari: la sua musica fa ballare migliaia di persone. Che, poi, Federico Gardenghi sia anche il dj più giovane al mondo, è solo un dettaglio. Sì, perché quando a 14 anni ti sei già esibito sul DJ MAG Live e sei salito in consolle alla Funkhaus di Berlino, l’età non conta…

Noi di Ragazzamoderna.it abbiamo incontrato Federico in occasione di una performance live molto speciale. Si trattava, infatti, del party voluto da Samsung per il lancio della nuova gamma Galaxy A. Un evento speciale per il dj perché non solo si è tenuto nella “sua” Milano, ma anche perché ha molto in comune con il nuovo arrivato della casa coreana. E proprio dalla “giovane età” di entrambi inizia la nostra intervista.

Ma prima, ecco una rapidissima…

Carta d’identità

NOME: FEDERICO GARDENGHI

NOME D’ARTE: FEDERICO GARDENGHI

SOPRANNOME IN CASA: FEDE

ABITO A: MILANO

FREQUANTO: LA PRIMA LICEO A INDIRIZZO LINGUISTICO-GIURIDICO

IL MIO PIATTO PREFERITO È: IL SUSHI

NON MANGIO ASSOLUTAMENTE: IL CIOCCOLATO

IL MIO ANIMALE PREFERITO È: BUDDY, IL MIO CUCCIOLO DI CANE, LA MASCOTTE DEL MIO PROFILO INSTAGRAM

IL MIO LIBRO PREFERITO: “ABBI FEDE!”, CHE HO SCRITTO PER MONDADORI ELECTA. È UNA SORTA DI RIASSUNTO DI QUELLO CHE HO FATTO FINORA, UN PUNTO PER CHIUDERE UN CAPITOLO E… INIZIARNE UN’ALTRO NEL QUALE DESIDERO FARE 300 VLOLTE TANTO!

FIDANZATO: NO

L’intervista

  • Fede, secondo te cosa hai in comune con il Samsung Galaxy A?

Oltre alla giovane età, senza dubbio la capacità di divertire: tutta la gamma Galaxy ha caratteristiche davvero stupende. Per esempio, nel Galaxy A50 il lettore di impronte è integrato nel display, così sblocchi lo smartphone rapidamente, e la tripla fotocamera posteriore è progettata per scattare foto perfette in ogni situazione. Il sensore cattura immagini luminose e nitide anche in condizioni di poca illuminazione. Perfetto quando devo “catturare il momento” durante uno dei miei live!

  • Cosa ami di più del fare il dj?

Amo regalare al mio pubblico uno spettacolo unico, stimolandolo a provare mille emozioni diverse. D’altronde, non è quello che fa la musica?

  • Com’è cominciato tutto?

Semplice, da bambino amavo moltissimo i treni. Così mio nonno mi portava sempre alla stazione a guardarli passare. Un giorno, ho visto un convoglio nel quale gli strumenti di pilotaggio erano stati costituiti con una consolle. Da quel momento, mi sono innamorato! Così ho chiesto ai miei genitori il mio primo “strumento del mestiere” (non era minimal, di più!) e poi, via via, la passione è cresciuta e ho acquistato strumenti sempre più complessi. Insomma, tutto è cominciato per gioco quando avevo cinque anni, e poi leggendo riviste di settore e guardando i video dei DJ su internet sono migliorato. Armin Van Buuren e Carl Cox sono i miei idoli.

  • Quali sono gli aspetti più difficili del fare il dj?

Vorrei che tutti sapessero che ogni performance di un dj viene studiata nel dettaglio: per dar vita a una serata memorabile servono tantissimo allenamento e parecchia pratica. Senza dubbio la sfida per chiunque stia in consolle è quella di “leggere” il pubblico. Un’abilità essenziale quando bisogna mettere la canzone giusta al momento giusto per far sì che tutti ballino. Quando vedi che la gente è carica e si diverte, sai di aver fatto bene il tuo lavoro regalando loro brani potenti ed emozioni altrettanto forti.

  • Cosa consigli a chi desidera fare il tuo mestiere?

Per cominciare non serve una super consolle: sono sufficienti moltissima pratica e, ovviamente, tanta passione!

  • Quale serata è il tuo fiore all’occhiello?

Il mio esordio è stato a Capodanno del 2012, e poi ho suonato a Ibiza, in Sicilia, al Motorshow di Bologna, alla Snow Week sulle Dolomiti, all’Holi Dance Festival di Milano e in molte altre location. Nel cuore, però, mi sono rimaste la Street Parade di Zurigo, quando mi sono esibito davanti a un milione di persone, e la performance alla Funkhaus di Berlino, praticamente IL tempio della musica techno e house. Davvero due belle soddisfazioni!

  • Progetti per il futuro?

Prima di tutto, finire il liceo linguistico-giuridico che ho iniziato (per capirci qualcosa, e non essere fregato nei miei contratti da dj) quest’anno… e poi, si vedrà. La musica, senza dubbio, rimarrà una parte importante della mia vita.

 

A proposito dell'autore

L'uomo può indossare ciò che vuole. Resterà sempre l'accessorio di una donna. Coco Chanel

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