Quante volte avete sentito dire che la gelosia è una componente “naturale” in ogni coppia? E che, anzi, chi non è geloso non ama? Certo, una sana apprensione perché “nessuno porti via la tua dolce metà” è senza dubbio normale. Ma quando questo atteggiamento diventa patologico e, quindi, potenzialmente pericoloso?

Lo abbiamo chiesto a Nadia Nunzi, autrice di “Ti amo anima mia. Una storia di violenza”, edizioni Psiconline, che ha stilato per le Ragazze Moderne un elenco di comportamenti da tenere sotto controllo. Sì, perché se li riconosci nel tuo lui significa che sta davvero esagerando. E la sua gelosia “sana” sta prendendo una piega malsana e paranoica. In questo caso, ovviamente, bisogna affrontare il problema. Subito.

  • La gelosia del tuo ragazzo diventa malsana quando il suo senso di protezione si trasforma in ossessione. E cioè, quando il desiderio di difenderti, aiutarti e sostenerti diventa possesso. Il che significa non lasciarti libera di decidere della tua vita, di incontrare amiche ed amici, di trascorrere una giornata con i tuoi genitori. Tant’è che cerca di vietarti ogni contatto con chi non può controllare.
  • E veniamo al secondo punto: se lui è un geloso patologico non ha alcuna fiducia in te. Non importa quante volte tu gli abbia dimostrato che lo ami e che non esiste nessun altro nei tuoi pensieri. Lui è un insicuro e, quindi, si sente costantemente minacciato. Di qui i tentativi di bloccare ogni tuo contatto con chi potrebbe aprirti gli occhi sulle restrizioni che ti sta imponendo.
  • Un ultimo aspetto della gelosia malsana sono senza dubbio le pressioni psicologiche eserciate senza alcun motivo reale. In questi casi, il suo nervosismo sale a livelli così alti da stremarti. Anche perché sempre più spesso diventi il bersaglio delle sue ire, così furiose da arrivare a pretendere confessioni di episodi di presunti tradimenti mai realmente avvenuti. Questa situazione è non solo estenuante, ma decisamente pericolosa: la violenza verbale, e fisica, sono infatti a un passo.
Nadia Nunzi e il suo "Ti amo anima mia. Una storia di violenza", in libreria per Psiconline

Nadia Nunzi e il suo “Ti amo anima mia. Una storia di violenza”, in libreria per Psiconline

Le parole di Nadia

«Bisogna fare molta attenzione a non confondere le normali litigate di coppia con le vere scenate di possessività e di violenza. In una relazione, la comunicazione è importante: discutere e confrontarsi in maniera civile fa parte del rapporto. Ma è altrettanto fondamentale che il dialogo non sfoci mai nell’aggressività o nelle prevaricazioni. Nella maniera più assoluta. E se c’è qualcosa che non va, non bisogna fare l’errore di non parlarne, per vergogna o per timore. Al contrario, affidarsi anche alla visione delle persone esterne che ci vogliono bene, è un buon metodo per prendere coscienza della realtà che, a volte, percepiamo sfocata. Ecco perché è così importante non permettergli di farti tagliare i ponti con il mondo».

 

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