Dolore, rabbia, risentimento. Ma anche senso di colpa e vergogna. I sentimenti che si provano alla fine di una storia d’amore importante e intensa possono letteralmente sopraffare. Se, però, alcuni di loro fanno parte del processo di guarigione, e quindi sono “terapeutici”, altri sono da combattere. Coltivarli, infatti, significa essere risucchiati dalla loro spirale negativa.

Perché, se è fondamentale tornare a sorridere dopo il buio, questo accade solo se si decide di percorrere la via del pensiero positivo. Maestra di questo approccio è la scrittrice Nadia Nunzi, autrice di “Ti amo anima mia. Una storia di violenza”, edizioni Psiconline. Infatti, la sua storia nasce – come precisa lei stessa – proprio per liberarsi dal dolore, per esorcizzarlo attraverso la scrittura.

Partendo dalla sua esperienza personale, Nadia ha quindi deciso di condividere con tutte voi alcuni semplici regole per tornare a vedere “in rosa”.

  1. I sentimenti di dolore sono normali e leciti. Anzi, per crescere e metabolizzare l’accaduto bisogna accoglierli. Senza lasciare, però, lasciare che prendano il sopravvento sulla nostra quotidianità.
  2. Dopo un periodo di sofferenza è importante aggrapparsi a qualcosa che ci piace per ritirarci su. E in questo senso è bene allontanare sensi di colpa e vergogna. Si tratta di sentimenti che si possono affacciare nella nostra mente, ma vanno soppressi perché infondono negatività e assorbono energie, senza avere alcuna ricaduta positiva.
  3. Il “processo di guarigione” tradizionale prevede uno sfogo iniziale dove si prende consapevolezza di ciò che è successo. Per poi decidere, passo dopo passo, di lasciarlo andare. E ricominciare da se stesse. Tramutando la rabbia e il dolore in punti di forza, per conoscersi e affrontare al meglio nuove esperienze.
Nadia Nunzi e il suo "Ti amo anima mia. Una storia di violenza", in libreria per Psicoline

Nadia Nunzi e il suo “Ti amo anima mia. Una storia di violenza”, in libreria per Psicoline

 

«La mia testimonianza è sì di violenza – conclude Nadia -. Ma ma è anche e soprattutto una storia di rinascita. Rifiorire è senza dubbio una delle cose migliori che ho fatto nella vita. Riprendere il controllo delle mie cose è stato un lavoro faticoso ma fondamentale: finalmente ho davvero ricominciato da me, proponendomi al primo posto come mai prima d’ora. E tutto questo mi rende assolutamente fiera»

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