Le vacanze sono finite da un mese o poco più, ma sedute sui banchi di scuola, alle scrivanie o in ufficio, ci sembrano già lontane e la nostra mente inevitabilmente va a quei giorni.

Con i nostri pensieri torniamo su quei luoghi, ne sentiamo i profumi, i rumori e le emozioni che abbiamo vissuto. Così iniziamo a sfogliare le gallery sui nostri smartphone e le stories che abbiamo postato su Instagram.

E il nostro umore migliora perché abbiamo ritrovato un angolo che ci regala piacere, quella “confort zone” nella quale ritroviamo serenità e buon umore.

I viaggi infatti, sono un ricordo multisensoriale, e la nostra personalità prende forma proprio attraverso essi. Un interessane studio condotto dal Prof. Lutz Jäncke, Dottore in scienze naturali con una cattedra di neuropsicologia all’istituto di psicologia dell’Università di Zurigo, spiega come le memorie di viaggio si differenzino da tutti gli altri ricordi e come esse possono influire positivamente sulle persone.

«La nostra memoria autobiografica  – racconta il professore svizzero – contiene ricordi particolari della nostra vita: i tempi della scuola, il primo amore e i ricordi di viaggio. Questi ultimi vengono nutriti dalla leggerezza e della spensieratezza tipiche delle vacanze, dallo stimolo legato alle novità e dal dolce sapore di ciò che è estraneo ed esclusivo. Mentre ci abituiamo alla quotidianità, tutto ciò che è estraneo attiva istintivamente la nostra attenzione. La memoria autobiografica collega queste diverse informazioni in una storia composta da tante differenti esperienze sensoriali, in altre parole in una storia multisensoriale. Ricordiamo straordinariamente bene episodi di questo tipo che includono informazioni autobiografiche perché si tratta di noi stessi. Spesso ci vengono in mente apparentemente dal nulla, mentre siamo a scuola, al lavoro o a casa.

Ma come vengono richiamati questi ricordi di viaggio? «Per proiettare questo film multisensoriale nel nostro sistema percettivo interno – racconta ancora Lutz Jäncke – è sufficiente uno stimolo peculiare. I profumi sono lo stimolo scatenante più frequente per tali ricordi perché il senso che li riceve è localizzato nella parte del cervello più antica dal punto di vista dello sviluppo. Accanto all’olfatto, la vista svolge un ruolo significativo, poiché l’evoluzione ci ha resi animali vedenti. Ma anche i messaggi acustici o i contatti fisici possono scatenare ricordi. Un prerequisito essenziale è tuttavia che un evento sia collegato a determinate emozioni che ancorano le esperienze nella nostra memoria. I ricordi di un viaggio, spiega infatti il professor Jäncke, vengono “immagazzinati” nella memoria come una sorta di “mosaico” che coinvolge tutti i sensi e non solo la vista. Così sono sufficienti alcuni stimoli sensoriali per “scatenare in noi veri e propri lampi di memoria (chiamati flashbulb memories) che ci riportano prontamente in vacanza».

A conferma di questi studi, c’è poi un interessante sondaggio commissionato da SWISS International Airlines a GfK sui ricordi di viaggio: quasi il 70% degli italiani ricorda i propri viaggi attraverso le immagini, oltre il 46% ricorda maggiormente le persone incontrate e circa il 40% non dimentica il cibo. Condividere le proprie esperienze di viaggio con altre persone, poi, fa rivivere ancor più intensamente i ricordi, con una profondità di dettagli che sembrerebbe impossibile. «Quando parliamo dei nostri viaggi – spiega Jäncke – ne riattiviamo e ravviviamo i ricordi, che così acquistano una posizione privilegiata nella nostra memoria». Insomma, come ha scritto lo scrittore statunitense John Steinbeck “le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi fare le persone”, arricchendole e rendendole diverse, aggiungiamo noi.

E allora per rendere ancora più indelebili i nostri viaggi, ecco gli 8 consigli che  il professor Lutz Jäncke ha stilato per la compagnia aerea SWISS International Airlines. Così li fisseremo per sempre nella nostra memoria.

1. Prendetevi ogni giorno un po’ di tempo per assaporare con consapevolezza una situazione o un momento del vostro viaggio. Siate aperte a tutte le impressioni. Percepite con gli occhi, le orecchie, il naso e il tatto!

2. Quando visitate un luogo, immaginate delle storie che si svolgono proprio lì. Non devono essere vicende vissute da voi personalmente: possono essere anche sogni o fatti storici. L’importante è che ci sia un collegamento con la realtà che vi circonda.

3. Tenete un diario di viaggio e ogni giorno prendetevi un momento per scrivere le vostre esperienze.

4. Speditevi una cartolina. Scrivete e spedite la cartolina l’ultimo giorno delle vacanze, così vi arriverà dopo il vostro rientro. È molto bello riattivare così il ricordo delle vacanze quando si è già tornati alla vita e alla routine quotidiane.

…E dopo il viaggio…

5. Leggete un libro ambientato nella vostra meta di viaggio.

6. Acquistate un mappamondo e contrassegnate le località che avete visitato. Posizionate il planisfero, come un quadro, su una parete della casa. Lasciate vagare lo sguardo sulla mappa e pensate ai luoghi già visitati e a quelli che intendete visitare.

7. Preparate una “scatola di viaggio” e mettete dentro tutto ciò che appartiene a quel viaggio: indirizzi, brochure, appunti, fotografie…

8. Parlate delle vostre esperienze con i compagni di viaggio. Anche una semplice chiacchierata sulle comuni esperienze di viaggio aiuta a fissare i ricordi. Parlando, riattiviamo e riviviamo le emozioni provate: questo ci aiuta a fissarne le tracce nella memoria e quindi a conservarne il ricordo.

 

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