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Esce al cinema il colossal interpretato da Tom Cruise tratto da una storia vera, che racconta il complotto organizzato per uccidere Hitler!
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Tratto da una stupefacente storia vera e interpretato da Tom Cruise, nel ruolo del colonnello Claus von Stauffenberg, OPERAZIONE VALCHIRIA è la cronaca del coraggioso e ingegnoso piano per eliminare uno dei più perversi tiranni che il mondo abbia mai conosciuto.
Orgoglioso della divisa che indossa, il colonnello Stauffenberg è un ufficiale leale che ama il suo paese, ma che è stato costretto ad assistere con orrore all’ascesa di Hitler e alla Seconda guerra mondiale. Ha continuato a servire nell’esercito, sempre con la speranza che qualcuno trovasse il modo per fermare Hitler prima che l’Europa e la Germania fossero distrutte. Quando si rende conto che il tempo stringe, Stauffenberg decide di entrare in azione e nel 1942 cerca di persuadere i comandanti del fronte orientale a rovesciare Hitler. Poi, nel 1943, mentre si sta riprendendo dalle ferite subite in combattimento, si unisce a un gruppo di uomini inseriti nei ranghi del potere che cospirano contro il tiranno. La loro strategia prevede di usare lo stesso piano di emergenza di Hitler per consolidare il paese nell’eventualità della sua morte – l’Operazione Valchiria – per assassinare il dittatore e rovesciare il governo nazista.
Con il futuro del mondo e il destino di milioni di persone, oltre alla vita della moglie e dei figli, appesi a un filo, Stauffenberg da oppositore di Hitler diventa l’uomo che deve uccidere Hitler.
Il regista Bryan Singer (“I soliti sospetti”, “X-Men”, “Superman Returns”) è tornato a lavorare con Christopher McQuarrie, sceneggiatore premio Oscar per “I soliti sospetti”, per raccontare la storia degli uomini che hanno guidato l’operazione per assassinare Hitler. Oltre a Cruise, nel film Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten, Thomas Kretschmann, Eddie Izzard, Christian Berkel e Terence Stamp.
OPERAZIONE VALCHIRIA è prodotto da Bryan Singer, Christopher McQuarrie e Gilbert Adler. McQuarrie ha scritto la sceneggiatura originale insieme a Nathan Alexander, che è anche coproduttore. I produttori esecutivi sono Chris Lee, Ken Kamins, Daniel M. Snyder, Dwight C. Schar e Mark Shapiro.
Il film è stato girato in Germania e per ricreare l’atmosfera di paranoia all’interno della Resistenza tedesca sono stati chiamati il direttore della fotografia Newton Thomas Sigel (“Superman Returns”, “X2” e “X-Men”), il compositore John Ottman (“Superman Returns” e “X2”), gli scenografi Lilly Kilvert (due volte candidata agli Oscar per “L’ultimo samurai” e “Vento di passioni”) e Patrick Lumb (“Il presagio”, “Il volo della fenice”) e la costumista Joanna Johnston (“Munich”, “Salvate il soldato Ryan”).
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Tom Cruise sul set  |
Colonnello e Claus Schenk Von Stauffenbert (Tom Cruise)
Al centro di OPERAZIONE VALCHIRIA c’è Claus von Stauffenberg, il
carismatico aristocratico che avrebbe introdotto la bomba nella sala
delle riunioni di Hitler. Ma chi era Stauffenberg? Dopo mesi di intense
ricerche, gli sceneggiatori McQuarrie e Alexander hanno concluso che
rimarrà sempre una figura piuttosto misteriosa, essendo stato ucciso a
soli 36 anni.
“E’ impossibile conoscere Stauffenberg, è un personaggio enigmatico”,
dice McQuarrie. “Nel corso degli anni molti hanno preteso di
raffigurare Stauffenberg come un manifesto o un capro espiatorio, ma
credo che lo si debba ricordare per le sue azioni, i rischi che ha
corso e quello che ha cercato di fare”.
Discendente di una famiglia
di nobili origini e con 700 anni di storia, Stauffenberg era cresciuto
in Bavaria. Dotato per l’arte, amava l’architettura, la musica e la
poesia, ma nel 1920 entrò nell’esercito e si fece notare subito per il
suo individualismo e il suo eroismo. Si dice che i suoi superiori
avessero notato una straordinaria attitudine per l’organizzazione
militare e la logistica e quindi fece carriera molto rapidamente. |
All’inizio del 1943, mentre combatteva in Africa con la Decima divisione, Stauffenberg venne ferito gravemente e perse un occhio, la mano destra e alcune dita della mano sinistra. Malgrado le terribili ferite, venne nominato capo di stato maggiore nell’autunno del 1943 e già da allora era entrato nella resistenza. Il 1 luglio del 1944, Stauffenberg divenne capo di stato maggiore della Riserva, un incarico che gli avrebbe permesso di avere incontri personali con Hitler. Improvvisamente si trovò nella posizione perfetta per cercare di assassinare il Fuhrer.
La storica Annedore Leber ha scritto di Stauffenberg: “ (Lui era) il prototipo di quei giovani alti ufficiali che, pur non essendo mai in questione la loro carriera, volevano entrare in azione. Agirono come militari per senso di responsabilità nei confronti dei loro soldati, come civili per senso di responsabilità verso il popolo. Perfino gli ufficiali della Gestapo che condussero le indagini sugli avvenimenti del 20 luglio sentirono la forza della sua personalità. Parlarono dello spirito di Stauffenberg…..”
Anche se non si sa molto della sua vita, non ci sono dubbi sul fatto che fosse un uomo di specchiata moralità. “Stauffenberg era spinto da un profondo spirito di sevizio”, dice Alexander, “e non sappiamo il momento esatto in cui sono emersi i suoi dubbi su Hitler, ma non appena si era reso conto di cosa succedeva veramente, si convinse che era suo dovere, come Tedesco e come essere umano, prendersi la responsabilità di eliminare Hitler”.
Stauffenberg è un eroe vero, ma nel contesto dl film è anche un personaggio formidabile da interpretare. Un ruolo che può spaventare, ma i realizzatori sapevano che Tom Cruise sarebbe stato perfetto.
“Stauffenberg è un individuo intenso, carismatico, quindi avevamo bisogno di un attore che potesse esprimere tutto questo”, dice il regista Singer. “Ero veramente emozionato quando Tom si è unito a noi, pochissimi attori sarebbero stati in grado di farcela in questo ruolo, ma Tom è un attore magnifico e ha una forte presenza scenica. E poi ha amato questo progetto fin dall’inizio, credeva nella storia ed era convinto che dovesse essere raccontata. E’ stato un elemento importante nella realizzazione del film e la sua performance farà si che tutto il mondo conosca questa storia”.
Prima di questo ruolo, Cruise non sapeva molto di Stauffenberg, ma per prepararsi ha studiato ogni dettaglio. “Quando ho letto per la prima volta la sceneggiatura, l’ho trovata coinvolgente a vari livelli”, dice Cruise, “sia come prospettiva storica che come grande thriller. Sono stato affascinato dalla cospirazione, dinamica e ricca di suspense dall’inizio alla fine. E poi sapere che era tratta da una storia vera l’ha resa ancora più potente. Una combinazione che mi ha interessato molto”.
L’opportunità di lavorare con Bryan Singer è un’altra cosa che ha attirato Cruise al progetto. “Ho sempre desiderato lavorare con Bryan”, afferma. “Sono convinto che sia un regista straordinario e adora il periodo storico della Seconda guerra mondiale, a noi non è restato altro che dire ‘Okay, facciamo questo film’”.
Cruise è stato colpito da quello che è successo all’interno della Resistenza tedesca. “Sperimentarla dalla prospettiva di Stauffenberg e vedere cosa rischiavano quegli uomini, non solo le loro vite, ma quelle delle loro famiglie, è stato tremendo”, dice. “E’ sorprendente vedere una persona sottoposta a una pressione così forte resistere in nome di quello che sente giusto e conservare la propria integrità in quelle circostanze”.
L’attore ha scoperto che l’eroismo di Stauffenberg fa riflettere anche sulla propria vita, “Cosa avrei fatto io? E’ un film senza tempo, perché parla di cose eterne, integrità, eroismo, codardia, compromesso. Pone domande che ogni essere umano affronta nel corso della vita”.
“E poi non credo che Stauffenberg si considerasse un eroe”, continua Cruise. “Pensava solo che era la cosa giusta da fare per cercare di fermare la guerra e salvare vite umane. Stauffenberg è una persona di grande rigore morale, è stato uno dei pochi che ha osato opporsi a Hitler e che ha sacrificato la vita per tentare di liberare il suo paese dal tiranno”.
Per interpretare Stauffenberg, una delle sfide di Cruise è stata quella di confrontarsi con le sue ferite di guerra, tra cui una benda che copriva un occhio. “La benda è stata piuttosto difficile”, dice. “All’inizio mi dava un senso di instabilità e questo mi ha fatto capire con quale tipo di malessere fisico abbia dovuto convivere. Anche dal punto di vista della performance c’erano problemi, perché dovevo esprimermi con una parte del volto coperta”.
Anche indossare l’uniforme di Stauffenberg non è stato facile. “Indossare quell’uniforme e osservare il mondo da quella prospettiva è stato inquietante”, dice. “Non mi è piaciuto per niente, cambia il tuo punto di vista, però mi ha aiutato ad entrare nel personaggio”.
Ma per tutto il cast e per la troupe è stato importantissimo girare a Berlino. “Non è semplice descrivere cosa significa stare lì, al Benderblock”, dice. “Ha colpito tutti noi”.
“Tom ha dato spessore, equilibrio e concentrazione al ruolo e, soprattutto, ha espresso il carisma che il personaggio richiedeva”, dice McQuarrie. “Quando Tom Cruise entra in una stanza, senti il carisma che doveva avere Stauffenberg. E poi Tom ha portato la sua esperienza di uomo di cinema, la sceneggiatura ha funzionato meglio, il personaggio è diventato più definito, la nostra comprensione della storia e di dove eravamo nell’universo è stata più chiara con l’arrivo di Tom nel progetto”.
Cruise è stato molto felice del risultato finale. “Il film ha tempi perfetti”, dice. “E’ un thriller che tiene inchiodati alla sedia. Sono orgoglioso del lavoro che abbiamo compiuto noi tutti”.
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