Donna dinamica, professionale e divertente. Marta Perego racconta a Ragazza Moderna la sua carriera e come nasce il suo primo libro

 

Chi è Marta Perego?

Una giornalista e conduttrice televisiva di 32 anni. Una bilancia ascendente scorpione, che ha avuto la fortuna di trasformare le sue passioni in lavoro.

Come nasce l’idea di questo libro?

Dal fatto che viaggio molto: diciamo che ho fatto più colazioni negli hotel che a casa mia. Viaggiare mi piace, ma ho sempre odiato preparare le valigie. Oggi ho cambiato visione, i bagagli non sono più miei nemici, ma alleati. Il mio testo vuole essere un manuale ironico per raccontare i viaggi da un punto di vista mentale e fisico, dato che finalmente preparare la valigia per me è un momento di serenità!

Nel tuo libro ci sono spazi vuoti, in cui inserire appunti di viaggio. È una tua abitudine?

Sì. Scrivo sempre tutto, anche perché ho la memoria di un pesce rosso. Nel libro propongo un metodo da mettere in pratica in modo semplice e veloce, tratto dalla mia esperienza.

Quindi più che un manuale è quasi un diario di viaggio?

Esatto, un mix di entrambe le cose. Un testo che vorrei regalasse spunti di riflessione, spunti che, per chi volesse, possono essere trascritti sullo stesso libro. Scarabocchiatelo pure!

Cosa non deve mai mancare nella tua valigia?

Sicuramente la piastra per i capelli, il fondotinta, la crema idratante e le cinture.

Consigliaci due outfit passepartout per viaggiare

Difficile consigliarne di generali, dipende molto dalla meta e dal tipo di viaggio che si fa. Per le vacanze direi vestiti che non si stropicciano, meglio se multitasking e versatili, come i jeans e il tubino che sono declinabili in varie occasioni a seconda degli abbinamenti scelti.

Il vero incubo delle viaggiatrici però sono le scarpe: occupano spazio e pesano molto. Quante portarne in valigia?

Sono una fanatica delle scarpe, quindi per me il numero perfetto è almeno tre o quattro paia.

Nel tuo lavoro tratti di cinema, libri e autori. Come sei arrivata alla carriera giornalistica?

Ci sono arrivata inseguendo una passione. Ho studiato economia dei beni culturali e sono contenta perché in questo percorso ho avuto modo di capire che cosa volevo fare davvero: la giornalista. Così ho inviato il mio curriculum a una tv privata che mi ha contattata e lì ho avuto la mia prima occasione.

Se non facessi la giornalista, quale mestiere faresti?

Non ne ho idea. Sapevo di non voler lavorare in ufficio, di voler viaggiare e occuparmi di cultura. Mi sarebbe piaciuto scrivere qualche romanzo, ma non ho fantasia e quindi non posso che raccontare quello che vedo e vivo, infatti ho scritto questo manuale su viaggi e valigie. Spero di poter continuare così!

Cosa consiglieresti a una ragazza con le tue stesse ambizioni?

Questo è un mestiere difficilissimo. Consiglierei di farsi venire sempre molte idee, di buttarsi e iniziare a fare qualcosa. Il web in questo senso aiuta, ma bisogna lavorare molto e continuare a provarci. Non sempre le cose vanno bene e quando non stanno andando come si vorrebbe non bisogna comunque mollare: alzatevi e riproponetevi.

Che progetti hai nel cassetto?

Sto facendo il tour di presentazione del libro. Sicuramente continuerò il mio impegno su Iris con “Adesso Cinema!”. Il 13 luglio sarò al Giffoni, che è un Festival che amo molto. E poi chissà… ogni giorno è un altro viaggio.