Alzi la mano chi di voi ragazze non va in paranoia quando sul viso spunta un brufolo a tenerci compagnia…Figuriamoci quando i brufoli dell’acne hanno colonizzato una parte del nostro corpo: viso, schiena, spalle, décolleté. Un vero disagio.

L’acne infatti, oltre a essere una delle malattie più comuni della pelle, è in grado di lasciare cicatrici ben più profonde di quelle visibili sulla pelle. Un recente studio pubblicato sul British Journal of Dermatology  sostiene, con numeri e percentuali, che l’acne  può addirittura associarsi a qualcosa di grave come la depressione.

Per evitare che questa patologia infiammatoria possa influenzare negativamente la nostra vita, le relazioni sociali e il nostro umore abbiamo chiesto consiglio alla dottoressa Marina Romagnoli, dermatologa, per capire insieme con lei quali sono le soluzioni per combattere l’acne e ridurne gli effetti.

Dottoressa Romagnoli, partiamo dall’inquadramento della malattia. Di cosa si tratta?

L’acne è una patologia infiammatoria che parte dalle ghiandole sebacee. L’80 per cento della popolazione soffre o ne ha sofferto durante l’adolescenza in forme più o meno lievi. Ma questa malattia può persistere o manifestarsi anche in età adulta. La nostra pelle contiene follicoli piliferi con ghiandole sebacee che producono continuamente sebo, ma questo processo può essere alterato dando luogo a una formazione infiammatoria, i cosiddetti comedoni o brufoli. Nelle fasi di acne più acute compaiono cicatrici che possono lasciare segni permanenti sulla cute.

Cosa fare quando compaiono i primi brufoli?

Non sottovalutarli. L’acne si cura e va curata proprio per evitare la comparsa di cicatrici. Spesso gli adolescenti tendono a non curarla aspettando che passi. Un po’ come se l’acne fosse un dazio da pagare nel passaggio all’età adulta. Ma non è così. Innanzitutto bisogna tenere pulito il comedone (brufolo) con l’utilizzo di terapie farmacologiche e/o naturali che vanno a togliere l’infiammazione quando si ha una patologia lieve. Nei casi più gravi invece, esistono una serie di attività che il medico può proporre al paziente per far sì che la malattia non degeneri, ma anzi, regredisca.

Oltre all’utilizzo di cure topiche esistono, quindi, anche altre terapie per il trattamento dell’acne?

Certamente. Anche lo skincare sta diventando sempre più hi-tech e una delle novità riguarda il trattamento biofotonico Kleresca. Si tratta di nuova modalità di azione dermatologica che crea una luce dinamica, pulsante e fluorescente in grado di stimolare la cute a livello cellulare. Nello specifico, il sistema biofotonico Kleresca è composto da una lampada brevettata multi-LED  progettata con specifiche impostazioni di lunghezza d’onda pre-programmate e un gel fotoconvertitore brevetatto. I cromofori contenuti nel gel convertono le onde luminose emesse dalla lampada in luce rossa e blu, trasformando il gel in energia fluorescente che lavora a livello dei tessuti per ridurre l’infiammazione neutralizzando i batteri. La luce rossa infatti, è antifiammatoria mentre quella blu è antibatterica e la loro combinazione è molto efficace. Il trattamento è totalmente indolore e non è invasivo. A seconda dello stadio in cui si trova la malattia il protocollo di trattamento prevede sei sedute per due applicazioni la settimana oppure sei sedute una volta la settimana, ma con un tempo di applicazione più lungo. Il trattamento può essere effettuato tutto l’anno e ad ogni età. In ogni caso, è sempre bene rivolgersi al dermatologo per valutare quale tipo di trattamento a base di luce a led è più adatto al vostro caso.

Quali sono i tre consigli da seguire per tenere sotto controllo l’acne?

1. Non aspettate di avere l’acne grave per correre ai ripari. Iniziate a curarla fin dall’insorgere dei primi comedoni. Anzi, le terapie con luce a led se fatte subito possono debellare sul nascere la patologia.

2. Utilizzare una detersione gentile, mirata e delicata. Al contrario, invece, gli adolescenti hanno l’errata abitudine di utilizzare prodotti troppo aggressivi che eliminano il film idrolipidico. Così facendo la pelle sentendosi aggredita mette in atto una maggiore produzione di sebo che va a incrementare la patologia in atto.

3. Non aumentare il numero delle detersioni nella speranza di debellare più in fretta i comedoni. Così facendo infatti, invece di migliorare, l’infiammazione peggiora perché le eccessive detersioni fanno sì che il materiale sebaceo vada in profondità infiammando tutto il bulbo pilifero.

 

 

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata