Le nostre giornate iniziano sempre nello stesso modo: davanti all’armadio, poi allo specchio, poi ancora davanti all’armadio ripassando dallo specchio infinite volte, fino a quando non sentenziamo con una certa soddisfazione: «ok, ora vado bene!». Arrivate a scuola scopriamo che il nostro look è in linea con quello delle altre ragazze. E questo ci consola e conforta più di una pacca sulla spalla, perché –  si dice – è nell’altro che riconosciamo noi stessi. Identico taglio di capelli,  jeans uniformi, stesse sneakers e zaini uguali… Per qualcuna che ama osare, anche medesimi piercing e tatuaggi.

Al contrario, la mancanza dell’outfit del momento rischia di rovinarci la giornata e l’umore, lasciandoci indispettite e più o meno invidiose delle amiche che invece sono riuscite ad averlo.

Molte di noi seguono la moda più per nascondersi che per riconoscersi: un po’ come se, tra-vestendoci come il resto del gruppo, avessimo la certezza di essere ben viste e accettate. Insomma, moda e tendenza vengono vissute come dimensioni che accomunano e schiacciano le differenze tra le persone, più simili a maschere omologate che non a decori che esaltino e vivacizzino la personalità.

Soprattutto negli adolescenti l’influenza della moda e la percezione che essi hanno del loro corpo è un aspetto tutt’altro che superficiale, e come tale va riconosciuto e affrontato.
La moda infatti non è solo un modo di vestire, ma veicola significati che riguardano lo stile di vita, il look personale e del gruppo di coetanei che si frequentano, l’immagine e il pensiero: una sorta di “mi vesto quindi sono”. La scelta di un certo tipo di abbigliamento molto ha a che fare con la comunicazione non verbale, perché esprime ciò che si è e ciò che si vuole sembrare all’esterno, restituendo un’immagine che spesso a parole sarebbe complicato rendere.
A volte indossiamo i nostri abiti senza riflettere troppo sul significato che con essi ci attribuiamo: l’abbigliamento detta regole esplicite, cui tendiamo ad uniformarci con poca consapevolezza, privandoci della possibilità di scegliere liberamente. Però riflettiamo un momento: siamo davvero sempre disposte a sacrificare fantasia e originalità per lasciarci sopraffare dalle tendenze del momento?
Forse, vale la pena iniziare a pensare che avere un proprio look possa dare soddisfazione. Riconoscerci il diritto di scegliere con un gusto tutto personale, non ha prezzo, perché significherebbe essere quello che (veramente) vogliamo essere.

 

A proposito dell'autore

Ragazza Moderna, per essere sempre più vicina a voi e al vostro mondo, ha deciso di aprire un canale di supporto alle problematiche giovanili. Un progetto che nasce in collaborazione con la Onlus "Fermata d'Autobus". Costituita a Torino nel 1998, questa associazione va incontro alle esigenze di sostegno in ambito sociale e psicologico, proponendo interventi e percorsi di ascolto e cura delle persone. Da alcuni anni l'attenzione di "Fermata d'Autobus" è rivolta anche alla sfera adolescenziale e ai problemi ad essa connessi, con una cura particolare alla prevenzione del disagio giovanile. Quindi, il primo passo di questa collaborazione è stato creare una casella di posta elettronica psybug.rm@gmail.com attiva dal 1° aprile 2013, alla quale potete scrivere in maniera del tutto anonima e riservata in merito ai temi e ai dubbi più diversi: dai problemi affettivi e relazionali in famiglia, nel gruppo di amici, nel contesto scolastico, ai problemi di dipendenza (sostanze, internet, cibo...) o di abuso. Ad ascoltarvi e aiutarvi abbiamo messo in campo un team di psicologhe tutte al femminile che in tempi brevi daranno risposta alle vostre domande. Una sorta di "sportello amico", insomma. Inoltre, grazie all'esperienza e alla capillarità dell'associazione "Fermata d'Autobus" nei casi di maggior disagio o di necessità di sostegno, le psicologhe segnaleranno il centro di ascolto più vicino al quale rivolgersi.

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