“Le faremo sapere”. Sono sufficienti queste tre, odiose, paroline per smontarti definitivamente al termine di un colloquio di lavoro. Anche se, questa volta, eri quasi certo di aver tutto alla perfezione.

Superstizione o negatività esasperata? Nessuna delle due. Semplice – amara – abitudine.

A ricordarlo è Cecilia Tosi, autrice dell’ironico romanzo semi-autobiografico “Le faremo sapere. A quest’ora sarei onnisciente” (clicca qui per acquistare il libro) edito da Lettere animate (clicca qui per accedere al sito). Titolo che racconta, con la frizzante leggerezza che fa parte del carattere dell’autrice, le difficoltà che si incontrano nel trovare un impiego serio.

Sì, avete capito bene: serio. Utilizziamo questo aggettivo perché se, quando ci sta formando, si accettano un po’ tutti i “lavoretti” che ti capitano sottomano adattandosi, conclusi gli studi si desidera di più. E ci si guarda intorno per trovare IL lavoro dei propri sogni. O, almeno, questo è quello che ci ha insegnato per lungo tempo la società ed è quanto sperano per i giovani le loro famiglie.

Oggi, come ben sappiamo, il panorama è differente. Complesso e difficile da affrontare, ma anche denso di gratificanti opportunità. Basta convincersi – sottolinea l’autrice Cecilia Tosi – che non si è “sbagliati” o particolarmente sfortunati: si tratta di una condizione comune a molte persone.

Lo dimostra Alice, la protagonista del romanzo “Le faremo sapere”, che a una cena di classe fa i conti con le difficoltà nel trovare lavoro riscontrate da lei come dai tanti compagni, e dalla stessa Cecilia. Tanto che il romanzo nasce proprio dall’insieme degli aneddoti e delle storie stravaganti che l’autrice ha annotato e tenuto da parte, in anni da studente fuori sede e durante l’ormai quasi obbligatoria esperienza all’estero.

A fare da filo conduttore nella vita di Alice come in quella di Cecilia, la presenza costante e rassicurante degli amici, ai quali è dedicato il ricettario completo di citazioni musicali e filmiche che conclude il romanzo. Loro sono la tua famiglia quando i parenti sono lontani e sono la spalla sulla quale piangere quando le cose vanno male. Sono loro che ti insegnano cose nuove, ti danno stabilità, ti convincono a dare il massimo e credono in quello che fai. Tanto da spingerti a presentare il tuo libro ad alcune case editrici…

Ma come si sopravvive a un’esistenza da precario? La parola a Cecilia, che tra colloqui fantasma e lavoretti per sbarcare il lunario, situazioni di “ordinaria follia” e schiere di amici addetti ai call center, ha maturato un’ottima esperienza a proposito.

Indicazioni che, in questo periodo estivo che chiude un anno scolastico e prelude al rientro al lavoro di settembre, si rivelano più utili che mai! Continuate a leggere…

Consiglio 1: NON LASCIARTI SCORAGGIARE DAI LUOGHI COMUNI

Non lasciate che l’educazione impartita dai genitori vi condizioni: possedere una casa di proprietà e avere il posto non rende persone migliori o più felici. Anzi. Solo così riesci a guardare quanto accade nella giusta prospettiva e a trovare opportunità dove altri vedono solo limiti.

Consiglio 2: GUARDARE SEMPRE AL BICCHIERE MEZZO PIENO

Spesso, la condizione da precario stimola a dare di più. Non solo sul posto di lavoro, ma soprattutto nell’impegno per trovarlo o crearselo, dando vita a nuovi progetti imprenditoriali. Insomma, se l’oggi non ti dà il posto fisso conclusa l’università, tu reagisci sfruttando con creatività e inventiva le tante opportunità che offre un mondo globalizzato. In effetti, serve un budget ad esempio un budget ridotto per fare un’esperienza all’estero…

Consiglio 3: MAI DARSI PER VINTI

Ricorda che mettersi alla prova e fare esperienza, fortifica. La gavetta tocca a tutti, come anche i sacrifici. Certo, maggiore è l’impegno maggiori sono i risultati. Niente mani in mano…

Consiglio 4: GUARDA OLTRE, PREPARANDOTI

Ora che abbiamo un quadro più netto di com’è il mondo del lavoro, è importante arrivare preparati. Come si fa? Negli anni di liceo e università è importante, per esempio, imparare almeno due lingue straniere, fare un’esperienza di studio e lavoro all’estero e… iper specializzarsi o – al contrario – imparare ad attendere a più aspetti che hanno a che fare con la professione per la quale ti sei formato.

Consiglio 5: PARTI, ANZI CERCA, CON IL PIEDE GIUSTO

Che mood serve per cercare – e trovare – il lavoro dei propri sogni? Servono l’umiltà di mettersi in gioco, la serietà di fare le cose al meglio di quanto si è capaci e l’integrità di sapere che un mestiere non

 

 

 

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