Quando l’estate è indimenticabile.
Quando l’amore toglie il respiro.
La vita cambia per sempre.

In occasione dell’uscita, domani giovedì 20 marzo, del suo ultimo libro “Noi due oltre le nuvole”, abbiamo incontrato Massimo Cacciapuoti, con cui abbiamo chiacchierato di amore, amicizia, Salento e di come è nata l’ispirazione per raccontare questa incredibile storia d’amore.

Da dove nasce l’ispirazione per questo nuovo romanzo?
Da un incontro. Il romanzo è tratto da una storia vera. Ero in viaggio, in treno, e caso ha voluto che incontrassi una delle protagoniste che mi ha raccontato involontariamente la sua storia. Dico involontariamente perché non sapeva che avesse di fronte uno scrittore. Infatti, quando a fine viaggio, in preda a una emozione/commozione stravolgente, le ho confessato di essere uno scrittore e di aver deciso subito, seduta stante, di voler scrivere la loro storia, voleva quasi scomparire. Alla fine ha acconsentito che lo facessi, chiedendomi di rendere i protagonisti il meno riconoscibili possibile, cosa che ho fatto.

Cosa c’è di te nelle personalità dei due protagonisti?
Mah, noi scrittori, quando scriviamo, in un modo o nell’altro finiamo nei personaggi. Credo di somigliare un po’ a entrambi i protagonisti. A Nica per la mia riservatezza, ritrosia, gelosia dei mie sentimenti, a Sandro per la voglia di vivere, di fare e in qualche modo di essere protagonista, per lo meno, della mia vita. L’unica differenza è che a scuola non ero affatto bravo in matematica.

È un caso che il Salento sia il luogo dove nasce questa straordinaria amicizia? Perché hai scelto questo luogo?
Amo moltissimo il sud e non solo perché sono meridionale. Credo che alcuni luoghi abbiano una magia straordinaria. Io li definisco luoghi dell’anima. E tra questi, il Salento, appunto, non solo per le bellezze geografiche, ma anche per la cultura e perché no, per la buona cucina…

Che ruolo ha l’amicizia, quella autentica, nella vita di un adolescente?
Credo fondamentale. L’amicizia e, come del resto, l’amore. L’adolescenza è un periodo particolare della vita. Si ama senza le complicazioni con cui amano gli adulti. Un amore scevro dal concetto di possesso, che complica tutto. Anche il senso di eterno e infinito in un adolescente è particolare, perché non finalizzato a un progetto materiale. E’ eterno, in se, in modo essenziale, perché porta verso l’infinito, poco importa quanto questo infinito durerà .

Nel tuo romanzo hai trattato i temi della morte e della malattia. È importante, a tuo avviso, che i ragazzi crescano consapevoli della loro esistenza e che siano, per quanto possibile, preparati ad affrontarli?
La morte e la malattia fanno purtroppo parte della vita e credo come tali tutti noi dovremmo averne piena coscienza. Siamo fragili. E fragili perché umani e vivi. Bisogna averne coscienza soprattutto quando si è molto giovani, infatti, più si è giovani meno ci si pensa. Se ci fosse maggiore consapevolezza, probabilmente, si vivrebbe meglio. Primo perché si avrebbe maggior rispetto nei confronti della vita e del proprio corpo e secondo perché ci farebbe vivere anche le piccole cose belle vita con maggiore profondità. Però vorrei che questo romanzo lo si leggesse essenzialmente come un romanzo d’amore. Non la storia di un amore, ma dell’amore in assoluto. Come forza capace di muovere del mondo, di redimere, trasformare, elevare. Elemento che da senso a tutto, anche alla perdita e all’assenza.

Volete conoscere Massimo? Qui sotto trovate il suo video saluto in esclusiva per Ragazzamoderna.it.
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Domani inoltre, in esclusiva per Ragazzamoderna.it, il pdf del primo capitolo del romanzo! Stay Tuned!

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Elegance is an attitude

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