Capelli sciolti sulle spalle illuminati da ciocche dorate, sorriso dolce sottolineato da un gloss brillante, abitino fantasia ed entusiasmo contagioso. Jennifer Niven si presenta così all’incontro organizzato con le blogger italiane che hanno letto in anteprima il suo strepitoso “Raccontami di un giorno perfetto”, nelle librerie dal 31 marzo. L’appuntamento è all’Open di Milano, e noi di ragazzamoderna.it non ci facciamo sfuggire l’occasione. Impossibile rinunciare a raccontarvi i retroscena di quello che molti già considerano essere il romanzo Young Adult dell’anno.
Solo un fenomeno per teenagers? Il dubbio è lecito, ma coglie solo chi non ha ancora iniziato a leggere la struggente storia d’amore che lega la bella Violet al romantico Finch. Non ci resta, quindi, che chiedere a Jennifer come nasce il libro. La Niven fa un passo indietro, e inizia raccontando i suoi esordi. «Ho cominciato a scrivere da ragazza, quando con la famiglia mi sono trasferita in Indiana. L’odio per quella terra desolata è diventato il carburante per il sarcastico “My life in Indiana: I will never be happy again”». Cresciuta con una mamma “del mestiere”, Jennifer conosce le difficoltà da affrontare. Così è solo al college che arriva la svolta: “non riesce più a non scrivere”, e dà il via alla sua carriera. Così, nel silenzio assoluto della “tana” che ha ricavato nella sua casa di L.A. – non riuscirebbe mai a concentrarsi in un luogo affollato e rumoroso! – si cimenta in diversi generi: Raccontami di un giorno perfetto è il suo primo Young Adult. Infatti, spiega Jennifer, «Quando ho deciso di narrare questa storia ho pensato che il set ideale nel quale inserire i personaggi, con i loro dubbi e le insicurezze tipiche dell’adolescenza, fossero le superiori. Ma non solo, c’è una ragione più profonda. Alcuni anni fa ero legata ad un ragazzo simile a Finch. Ovviamente mi sono ispirata a lui per tratteggiare il carattere del mio protagonista, ma al tempo stesso avevo bisogno di erigere una barriera con quel periodo della mia vita. Si è trattato di un momento doloroso del quale non avevo mai parlato con nessuno. A convincermi, sono state le parole del mio agente che mi ha consigliato di “scrivere qualcosa che proprio non potevo evitare di raccontare”. Si è trattato di un lavoro intenso dal punto di vista emotivo, ho pianto molto, ma ne è valsa la pena. Tutte queste emozioni arrivano al cuore di chi legge». Vero, in particolare per le giovani blogger presenti. Una di loro non esita a rivelare come “Raccontami di un giorno perfetto” sia per lei un “cerotto” capace di guarire le ferite che infligge la vita.

Messaggio ricevuto Jennifer! I “bright places”, i “luoghi di luce”, esistono davvero. Sta a noi riconoscerli senza dare mai niente, e nessuno, per scontato.

 

Curiose di scoprire le altre chicche che ci ha rivelato Jennifer? Le sveliamo nel prossimo articolo, così avete tempo di correre in libreria e leggere tutto d’un fiato “Raccontami di un giorno perfetto”. Stay tuned!

 

A proposito dell'autore

L'uomo può indossare ciò che vuole. Resterà sempre l'accessorio di una donna. Coco Chanel

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