Raccontare a tutta l’Italia la passione per il calcio, aggiungendo un pizzico di tocco femminile. È quello che fa ogni giorno Valentina Caruso, intraprendente cagliaritana che ha trasformato l’amore per “lo sport” coltivato in famiglia, in un lavoro. Giornalista per Sky Sport, l’Unione Sarda, Videolina, Radiolina e per la Figc Sardegna, Valentina oggi gira “armata” di microfono, per commentare le partite, intervistare i protagonisti del Campionato, confrontarsi con esperti del settore.

Insomma, anche Valentina è passata all’azione. E noi di RagazzaModerna.it abbiamo scelto di intervistarla per tutte voi che sognate, proprio come fa lei, di dare voce alle vostre passioni.

La passione per il calcio…

  • Valentina, quando nasce la passione per il calcio che, oggi, è parte della tua vita e del tuo lavoro?

Ho amato il calcio fin da bambina, quando mia madre – grande tifosa del Cagliari di Gigi Riva – e i miei fratelli mi hanno trasmesso questa passione. In più, giocavo con amici e vicini di casa in campetti improvvisati, collezionavo le figurine Panini… Poi mi sono tesserata nelle giovanili di una squadra di calcio, ero l’unica bambina.

  • Perché ti piaceva tanto?

Semplicemente, mi divertivo. Vedevo le partite di calcio in tv e allo stadio, e mi piaceva “riviverle” sul campetto dietro a casa insieme ai miei compagni di giochi.

… quella per il giornalismo…

  • Quando, invece, scopri l’amore per il giornalismo sportivo? Tu sei laureata in archeologia, se non sbaglio…

Sì, e quando posso continuo a dedicarmi all’archeologia. D’altronde, mi sono avvicinata al giornalismo proprio scrivendo articoli di questa materia, un settore che conoscevo bene. Insieme al calcio, ovviamente. Da lì, il passo verso la tv regionale e poi nazionale prima in Rai e poi a Sky Sport è stato possibile grazie a provini e colloqui. Ma questa, è un’altra storia!

  • Raccontiamola: quanto è difficile affermarsi in un mondo come quello del calcio che, per tradizione, è quasi esclusivamente maschile?

Difficile no, ma ci vuole impegno, abnegazione, preparazione. Le donne vengono prese molto sul serio se fanno bene il loro lavoro. Io e tante colleghe siamo prese sul serio dalle emittenti e testate con le quali lavoriamo. Sono molte le giornaliste sportive brave e preparate. Io ho sempre colto al volo le occasioni che mi si sono presentate, impegnandomi per migliorare.

  • Hai un aneddoto spiritoso legato alle tue prime esperienze nel mondo del giornalismo sportivo?

Beh, diciamo che gli incidenti imbarazzanti sono sempre dietro l’angolo quando lavori a bordo campo: pallonate e “docce” inattese per colpa dell’impianto di irrigazione sono senza dubbio tra le disavventure più comuni. Ma ricordo anche che un giorno, durante un’intervista a Marchegiani, è stato impossibile mantenere la calma e la serenità davanti a un calabrone che ci ronzava intorno. Ci deve essere ancora un video a riguardo su internet. 

(NDR) Noi l’abbiamo scovato!! Guardate qui >> https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/02/calcio-marchegiani-infastidito-da-calabrone-sono-sotto-attacco-di-queste-bestie/3145098/

… e quella per la sua Sardegna

  • Che emozioni ti dà seguire il Cagliari, la squadra della tua terra?

Se vince mi fa piacere, ma nella mia professione sono e sarò sempre obiettiva.

  • Sui social posti spesso scatti che rimandano al legame con la tua Sardegna. Quanto è importante per te mantenere vive le sue tradizioni? Come riesci a far sì che l’emozione non si affievolisca?

Non si potrà mai affievolire questo legame. Solo un isolano può capirlo. È un legame intimo e viscerale e quando sto fuori dalla mia terra a lungo riemergono nella mente ricordi, profumi, sapori, rumori e suoni della natura che ti richiamano indietro anche solo per una toccata e fuga.

Consigli da bordo campo

  • Per lavoro, però, sei spesso a Milano. Il capoluogo lombardo ha influenzato il tuo look?

Diciamo di no. Cagliari è una città al passo con i tempi, molto attenta alla moda. E poi basta guardare riviste o tv per avere un’idea del trend del momento.

  • Sei sempre iper femminile anche a bordo campo. Come ci riesci?

In effetti, lo siamo tutte noi giornaliste “bordocampiste”. Perché sebbene scendiamo (letteralmente) in campo, lavoriamo sempre per la televisione, no?

  • Qual è il capo d’abbigliamento must-have per una telecronista sportiva? E quello che proprio non bisogna indossare?

Una giornalista deve assolutamente portare un bel piumino spesso e caldo in inverno, per non prendersi l’influenza allo stadio, mentre in estate deve coprire le spalle, anche se fa molto caldo. Poi, non deve esagerare con gli accessori stravaganti, come collane e orecchini troppo vistosi. Sconsiglio minigonna e tacchi a spillo.

  • E il consiglio beauty sperimentato da chi, come te, “ci mette la faccia” sul piccolo schermo e sui social?

Sfoderare sempre un bel sorriso… eheehhe

  • Dai un consiglio alle Ragazze Moderne che vorrebbero seguire le tue orme.

Fate questo mestiere solo se davvero vi appassiona. Diversamente, sarebbe davvero molto difficile e pesante. E poi, non arrendetevi, anche a costo di ricominciare da zero, siate tenaci, sempre umili e affidabili.

  • Cosa bolle nella pentola di Valentina? 

Sono tanti i progetti, ma non anticipo nulla. Scopriteli di volta in volta seguendo i miei profili social Facebook e Instagram @valentinacarus0.

 

Ref. Management Alessandro Scarati marketing@karmacommunication.it

 

 

 

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